Ferie e permessi: definizione, differenze e opportunità di welfare

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Il diritto alle ferie e i permessi rappresenta un elemento fondamentale della tutela del lavoratore, in quanto garantisce il necessario equilibrio tra vita professionale e personale. Tuttavia, è importante sapere che la loro gestione può variare in base al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato al dipendente e le esigenze aziendali.

In questa breve guida vediamo, quindi, cosa sono ferie e permessi, come funzionano e quali sono le opportunità del welfare aziendale legate a questi due istituti e in grado di migliorare il benessere dei lavoratori.

Sommario

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Cosa sono ferie e permessi?

Conoscere la differenza tra ferie e permessi è fondamentale per gestire correttamente il work-life balance. In linea generale, possiamo dire che:

  • le ferie sono periodi di riposo prolungato irrinunciabili, garantiti dalla Costituzione e volti a permettere al lavoratore il recupero delle energie psicofisiche e la partecipazione alla vita sociale; solitamente, vengono pianificate con anticipo e fruite in blocchi di più giornate
  • i permessi (o ROL) sono brevi frazioni di astensione dal lavoro, spesso calcolate in ore e solitamente retribuite, che consentono al lavoratore di far fronte alle esigenze di natura personale senza dover intaccare il monte ore annuale destinato al riposo

In sintesi, mentre le ferie servono a “staccare la spina” per lunghi periodi di tempo, i permessi offrono la flessibilità necessaria per gestire le emergenze, le incombenze famigliari e i piccoli impegni occasionali.
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Come si gestiscono ferie e permessi?

Anche se sono un diritto, le ferie non possono essere prese liberamente: il dipendente deve, infatti, concordarle preventivamente con il datore di lavoro, tenendo conto delle esigenze aziendali e organizzative.

Di contro, il datore di lavoro è tenuto a garantire al lavoratore almeno due settimane consecutive di ferie nell’arco dell’anno solare o del periodo previsto dal CCNL applicato, con le ferie residue che devono essere godute entro i termini stabiliti sempre dal Contratto Collettivo.

Le ferie sono pensate per garantire un effettivo recupero psicofisico, ragion per cui la normativa prevede che una parte debba essere goduta in modo continuativo. Tuttavia, è possibile frazionare le ferie rimanenti in periodi più brevi, purché compatibili con le esigenze aziendali.

Ben più flessibili delle ferie sono i permessi, i quali possono essere utilizzati sia a giornate intere che a ore, a seconda delle necessità del dipendente e gli accordi presi con il datore di lavoro.

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Come si maturano ferie e permessi?

Il meccanismo di maturazione delle ferie varia da contratto a contratto, ma il principio generale rimane sempre lo stesso: le ferie maturano progressivamente in base ai mesi effettivamente lavorati. Secondo il CCNL Commercio e Terziario, ad esempio, un lavoratore con contratto full-time ha diritto a 26 giorni lavorativi di ferie all’anno. Questi maturano mensilmente in modo proporzionale, con due 2,17 giorni di ferie maturati per ogni mese lavorato (2,17 giorni x 12 mesi = 26 giorni di ferie totali).

Anche i permessi seguono lo stesso principio di maturazione progressiva. Il numero di ore o giorni di permesso spettanti annualmente dipende dal CCNL applicato e dall’orario di lavoro. Per un lavoratore a tempo pieno del settore Commercio e Terziario, ad esempio, spettano 72 ore di permessi ROL all’anno, i quali maturano mensilmente (6 ore al mese).

Ferie e permessi scadono?

Le ferie devono essere usufruite entro i termini stabiliti dal Contratto Collettivo applicato. Se non utilizzate, queste non si perdono né possono essere monetizzate, ma restano a disposizione del lavoratore.

Al contrario, i permessi non goduti entro la scadenza prevista dal CCNL possono essere monetizzati, ovvero convertiti in un compenso economico che viene erogato al dipendente in busta paga.

Al termine del rapporto di lavoro, sia le ferie che i permessi non goduti vengono liquidati nell’ultima busta paga o nel conguaglio finale, con un compenso calcolato sulla base della retribuzione ordinaria.

Quanto valgono ferie e permessi?

Il calcolo del valore di ferie e permessi si basa sulla retribuzione lorda.

Se, ad esempio, la retribuzione mensile di un dipendente a cui si applica il CCNL Commercio e Terziario è di  2.000€, ogni giorno di ferie vale 76,92 € (2.000 € / 26 = 76,92 €). Il valore di un’ora di permesso, invece, viene calcolato sulla base della retribuzione oraria (2.000 € / 168 = 11,90 €).

Vien da sé che, per conoscere il valore totale delle ferie o i permessi non goduti, sia sufficiente moltiplicare il valore giornaliero o orario per il numero di giorni o ore residue.
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Ferie, permessi e welfare aziendale

Negli ultimi anni, sempre più aziende stanno implementando politiche di welfare aziendale allo scopo di migliorare l’equilibrio tra vita lavorativa e personale dei propri collaboratori e dipendenti.

Un esempio concreto sono i cosiddetti “Welfare Days”, ovvero giorni di ferie o permessi aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal CCNL.

Le aziende possono riconoscere questi giorni in modo autonomo, oppure permettere ai lavoratori di convertire eventuali premi di risultato (PdR) in giornate di assenza retribuita.

I Welfare Days rappresentano un’opportunità per migliorare il benessere del lavoratore, ridurre il turnover e attrarre nuovi talenti, confermando l’importanza di una gestione moderna delle risorse umane.
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Ferrero e Luxottica: due esempi virtuosi

Alcune aziende italiane, come Ferrero e Luxottica, hanno sviluppato modelli avanzati di welfare aziendale che mettono il benessere dei lavoratori al centro delle loro politiche:

  • Ferrero offre mezze giornate di permesso per l’inserimento dei figli al nido o alla scuola materna, oltre a ulteriori permessi per situazioni familiari delicate. Inoltre, è prevista una banca ore solidale che permette ai dipendenti di donare ore di lavoro ai colleghi in difficoltà
  • Luxottica ha adottato un modello simile, con un forte focus sulla flessibilità oraria e la settimana corta. I lavoratori possono scegliere di lavorare 4 giorni a settimana, con un totale di 20 giornate libere l’anno (perlopiù il venerdì), senza alcuna riduzione dello stipendio

Questi esempi dimostrano che una sana gestione di ferie e permessi non è una questione di grandezza aziendale, ma di organizzazione. Riuscire a conciliare il lavoro con la vita privata non solo migliora il benessere dei dipendenti, ma aumenta la produttività e la fidelizzazione aziendale.
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Welfare e benessere aziendale: scegli NOI!

Le ferie e i permessi sono strumenti essenziali per garantire il benessere dei lavoratori e il corretto funzionamento delle aziende, e le imprese possono adottare politiche di welfare aziendale per migliorare ulteriormente la qualità dell’equilibrio vita-lavoro dei dipendenti.

Se desideri ottimizzare la gestione delle ferie e dei permessi nella tua azienda, prenota una consulenza gratuita e discutiamone assieme.

Un approccio equilibrato alla gestione del tempo porta benefici sia ai dipendenti che all’impresa, creando un ambiente più sano e produttivo.

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